GENOVA, GIOVEDI' 28 SETTEMBRE: INCONTRO CON IL SECONDO DEL "CHE" NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

 

Il circolo di Rifondazione intitolato al partigiano Severino “Dente” Bianchini ospita, a partire dalle ore 18:40, il secondo momento assembleare della due giorni organizzata dal circolo – anch’esso avente sede nei medesimi locali – “Foresti-De Vena” dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba.

Si tratta in realtà della terza iniziativa, perché nel pomeriggio gli aderenti alla formazione organizzatrice si sono recati presso la “Casetta dei filtri” di via San Felice, nel quartiere di Molassana, per piantare un albero di ulivo in memoria di Fidel Castro Ruz e Ernesto Guevara de la Serna, il “Che”.

Il titolo del dibattito è: «Partigiani contro la guerra», ed i relatori sono: Giordano “Giotto” Bruschi, partigiano genovese; Victor Emilio Dreke Cruz, comandante in seconda della spedizione del “Che” nella Repubblica Democratica del Congo; Ana Morales, dottoressa in pensione, fondatrice della prima scuola di medicina nella Guinea Equatoriale.

Dopo una brevissima introduzione curata dalla segretaria del circolo dell’associazione, Gabriella Barresi, che tiene a ricordare l’importanza del proprio gruppo a causa del Bloqueo che ancora è in funzione, la parola passa alla dottoressa Morales che tratteggia gli episodi salienti della vita dell’ospite d’onore, e successivamente gli cede la parola.

Questi conobbe il “Che” il 3 agosto 1958, in occasione di un episodio di guerriglia contro la dittatura di Fulgencio Batista y Zaldivar nel corso del quale lo stesso rimase ferito; prosegue poi il suo racconto di vari episodi inerenti la guerra di liberazione dalla feroce dittatura batistiana.

A questo proposito non dimentica di ricordare che il popolo cubano ha combattuto, e continua a lottare, contro due imperialismi differenti: un tempo contro quello spagnolo, successivamente contro quello yanqui, di cui riferisce alcuni episodi di terrorismo volti a sabotare e far fallire la Rivoluzione.

Successivamente esplicita quali siano stati gli avvenimenti che hanno portato all’intervento in Africa da parte di un corpo di centotrenta volontari richiesti dai dirigenti della rivoluzione congolese – Patrice Emery Lumumba e Laurent Desiré Kabila – per contrastare i piani eversivi dei reazionari.

In quell’occasione egli fu uno dei due che accompagnò il “Che” nel viaggio dell’aprile 1965, che aprì la strada all’intervento in suolo straniero: e fu sempre in quel momento che il medico argentino lo soprannominò “numero uno”, per distinguerlo nelle conversazioni in codice dall’altro accompagnatore.

Per ultimo interviene “Giotto” che precisa che «c’è una cosa che lega i partigiani italiani a quelli cubani: nel 1939 tre famosi partigiani  che avevano partecipato alla guerra civile spagnola – Anton “Miro” Ukmar, Elio “Dario” Barontini, ed uno spezzino di nome Domenico “Carlo” Rolla – scelsero di continuare la loro lotta al fascismo andando in Africa: precisamente nell’Etiopia di Hailé Mariam Menghistu».

 

Genova, 29 settembre 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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